Dal Semaforo alla Scrivania Ipercompetitività e Rivalità

In non poche occasioni il quotidiano fornisce lo spunto per cogliere come alcuni individui, interagiscano con comportamenti di continua ipercompetitività e rivalità, non solo sterili, ma soprattutto fortemente nocivi all’armonia comune. Ogni manager può prendere spunto dai tanti episodi di ogni giorno per esercitarsi a riconoscere e governare gli atteggiamenti di eccessiva competizione che a volte serpeggiano nel gruppo di lavoro. Correggerli nei tempi, significa prevenire le dannose patologie relazionali che ne possono derivare.

Un buon esercizio per affinare la propria capacità osservativa, lo si può fare fin dal mattino, mentre andiamo in ufficio, quando inscatolati tra le 4 lamiere della nostra auto ci imbattiamo nei tanti episodi di prepotenza che vengono fuori senza alcun freno o ritegno. In gioco c’è l’accanimento di riuscire a passare per primi scavalcando ogni forma di rispetto degli altri, oltre che del codice stradale. Tali urgenze peraltro non sempre sufficientemente motivate, sono il più delle volte rispondenti soltanto all’impulso di voler affermare qualche forma di superiorità. Ecco allora che scavalcare a destra e a sinistra per la pole position al semaforo o sulla rampa di accesso in tangenziale, diventa il pretesto per soddisfare questa sete di competizione. L’arrivismo verso futili primati nella soddisfazione di far fessi gli altri può ripetersi nelle file alla posta, alla cassa del supermercato e così via.

Gli Ipercompetitivi in Ufficio

Tutti questi esempi forniscono la fotografia di comportamenti competitivi e prepotenti, che tanto nel traffico come altrove generano negli altri reazioni e conseguenze di vario tipo:

  • tolleranza o rassegnata distrazione da un lato;
  • conflittualità e a volte pericolo dall’altro.

Bene tanto i primi quanto i secondi sono molto dannosi per l’equilibro armonico di una sana socialità. Ma che succede allora quando queste sfacciate sgomitate si consumano tra le scrivanie del Team di lavoro?

Ebbene, un manager deve essere sempre pronto ad osservarne i segnali e ad intervenire prima che tali azioni e reazioni possano inficiare pericolosamente sull’armonia creativa di un gruppo di lavoro. Infatti recenti studi hanno messo in luce che non sempre i manager si accorgono nei giusti tempi degli atteggiamenti scorretti dei soggetti arrivisti e ipercompetitivi. Mentre una sana competizione è linfa vitale per alimentare le iniziative creative in un gruppo di lavoro, i comportamenti individualisti degli ipercompetivi sono di contro fortemente deleteri. Molto spesso questi individui, pronti a tutto pur di farsi spazio e scavalcare gli altri, vengono inizialmente scambiati dai loro capi per personalità determinate e tenaci verso il raggiungimento dell’obiettivo aziendale.

Probabilmente soltanto quando gli equilibri del gruppo di lavoro manifestano evidenti segni di alterazione emergerà quanto invece questi soggetti siano orientati unicamente verso il proprio arrivismo. Senza alcuna apertura al gioco di squadra, al rispetto dei colleghi nel mutuo riconoscimento del lavoro di Team.

Deepak Malhotra, docente di economia gestionale ad Harvard, studiando ben 400 casi di ipercompetitività, ne è risalito alle origini. Secondo il professore questi eccessi di rivalità sono legati alla necessità di sentirsi vincente, ignorando la presenza degli altri e dei loro sentimenti.

La Filosofia della Sana Competizione

Alla luce di tale verità si intuisce quanto nell’attesa di possibili promozioni o riconoscimenti i soggetti ipercompetitivi diventino dei veri e propri caterpillar pronti a schiacciare tutto e tutti. A causa loro, il clima lavorativo percepito diventerà ostile e frustrante, facile alle intolleranze e ai conflitti. Ma le conseguenze peggiori saranno proprio nelle rassegnate rinunce di quei soggetti che invece amano la competizione sana e stimolante, vitale per la crescita delle performance aziendali.

Se è pertanto necessario osservare sempre gli atteggiamenti di tutti i componenti del Team, un suggerimento per i Team Manager può essere molto prezioso. Anche se non esiste alcuna evidenza scientifica sul fatto che, chi è ipercompetitivo al volante lo sarà anche in ufficio, farsi un giro in macchina nelle ore di punta con un neo assunto può essere di grande aiuto. Questa esperienza anche se non può dare una chiave di lettura sul reale livello di competitività di quella Risorsa, quanto meno può aiutare a trasferire la giusta filosofia con cui, in uno spazio di socialità condivisa, ci si dovrebbe porre per raggiungere il proprio obiettivo nel superamento di ogni ostacolo. Sì pertanto ad una guida che sia agile e scaltra nel prevenire intoppi e rallentamenti, ma che rispetti e agevoli la manovra altrui verso quella che deve essere una comune performance di fluidità del percorso.

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