Intelligence Digital Mesh e New Business

Dal Gartner Symposium in California arrivano chiare e inequivocabili le anticipazioni verso un prossimo futuro all’insegna dell’Intelligence Digital Mesh (nella definizione che ne da D. Cearley, Gartner Vice President) e le opportunità di new business. Il messaggio è chiaro, l’Artificial Intelligence, progressivamente sempre più presente in ogni tecnologia esistente, darà vita a nuove categorie non solo di prodotti e di soluzioni, ma anche di significati ad essi attribuiti. Il digitale fonderà insieme il fisico con il virtuale in un’unica avvolgente realtà, mentre il mesh raccorderà questo insieme dando sempre più valore alle connessioni tra gruppi in espansione di persone, aziende, dispositivi, servizi e contenuti.

 

Gli Effetti Concreti

Tanto per tradurre in fatti, è di questi ultimi giorni la notizia che la Cina ha introdotto il primo AI Anchor su varie piattaforme di video news, i vantaggi dichiarati sono indiscutibili: può lavorare H24, riduce i costi e aumenta in modo esponenziale il livello di efficienza.

È da questa presa d’atto che l’Intelligence Digital Mesh si salda irreversibilmente al new business, un connubio di parole magiche, che evoca idee, opportunità, investimenti, partecipazione, nuovi problemi e nuove soluzioni. Tutti elementi che, svuotando di significato il termine “confine”, indicano la via maestra di quella che possiamo definire un’inedita forma di liberismo, tutta virtuale. Dentro questa macro comunità digitale, la proprietà dei dati e il management delle competenze fanno il paio, per sottolineare l’importanza di sapere come fare a trasformare queste enormi masse di dati in informazioni, renderli così fruibili per valorizzarli e farne motore di business. La proprietà e il relativo controllo dei dati è un immenso potenziale di ricchezza e sviluppo che sembrerebbe, agli occhi di molti tecnici e intellettuali, abbia i presupposti per rivoluzionare gli attuali equilibri e affermarsi progressivamente al di sopra dei poteri politici, economici, finanziari.

Guardando la realtà da una prospettiva sociologica, non si può non parlare di rivoluzione quando si analizzano le implicazioni che l’AI, la crescita esponenziale dei dati, l’Internet of Things e in senso lato la Digital Transformation stanno già avendo a livello di Struttura Sociale. La pervasività di queste innovazioni tecnologiche si sta ponendo, come sempre accade nei grandi cambiamenti di Sistema, nella circolarità di essere al tempo stesso causa ed effetto di ulteriori e propulsive dinamiche.

 

Dinamiche Rivoluzionarie dal Passato al Presente

Sono passati circa 3 secoli da quando agli inizi dell’epoca moderna il pensiero occidentale ha capito quanto lo sviluppo storico non sia altro che la conseguenza dell’attività commerciale, industriale e produttiva in senso lato di quella che, proprio sulla base di questi presupposti, venne da allora in poi definita società. Dall’incontro tra scienza e produzione nacque con J. Watt la macchina a vapore che portò al sistema della fabbrica e alla rivoluzione industriale; ma prima di allora forti erano state le spinte e gli sviluppi verso una maggiore razionalizzazione degli apparati produttivi, per soddisfare le esigenze dell’espansione dei mercati coloniali. Su questi dati concreti sono cresciute le analisi e le conoscenze delle scienze sociali.

Oggi si può affermare che mentre alcuni dibattiti politici, da più parti dei paesi tecnologicamente avanzati, vogliono schiacciare l’opinione pubblica su anacronistiche chiusure comunitariste, di contro è sempre più importante avere la consapevolezza che sarà la capacità di essere parte attiva del cambiamento, a tracciare lo spartiacque in un mondo che viaggerà ad una doppia velocità. In questa nuova parte di mondo il cambiamento si costruisce giorno per giorno sulle categorie di significato che sono proprie dell’economia digitale: condivisione e connessione tra nuovi gruppi in espansione, di aziende, persone, servizi, dispositivi e contenuti.

 

I Punti Focali per la Vendita

Non è un caso che il Paradigma Morfologia della Vendita Strategica e il metodo dello SsTEP model siano nati per chi propone soluzioni in questo preciso momento storico, perché sono il viatico per identificare i nodi nevralgici di un’Organizzazione Cliente, capire dove e in che modo indirizzare, dentro le singole realtà, la propria proposta innovativa. Entrare come parte attiva e vincente nella circolarità delle dinamiche del cambiamento. Questo per qualsiasi natura abbia l’oggetto del proprio business, perché non c’è settore che non sia direttamente o indirettamente correlato alla pervasività delle tecnologie digitali e ai futuri sviluppi dell’Artificial Intelligence.

Sempre i dati Gartner ci dicono che forti sono ancora le resistenze delle Organizzazioni verso gli investimenti nell’AI, dove la paura dell’ignoto pesa per il 79%: rischi, sicurezza, privacy, carenza conoscitiva, sono i principali freni. A questi fattori si aggiungono problematiche relative alle strategie dei vendor, quali la complessità di integrazione e la confusione nell’offerta. Un ulteriore limite è inoltre rappresentato dal livello di maturità del mercato, soprattutto in termini di governance, skill e strategie. Bene tutto questo non fa che ribadire il concetto che c’è un mercato in fermento verso futuri, importantissimi cambiamenti, rispetto ai quali saranno la capacità e la competenza a traghettare strategie e scelte.

Lo SsTEP model è lo strumento a disposizione per account, manager, consulenti e chiunque voglia entrare nelle dinamiche funzionali di nuovi, potenziali Grandi Clienti, orientarsi per lo sviluppo del business e costruire la propria differenza dai competitor. Passaggi imprescindibili per riuscire a cogliere fin d’ora le preziose opportunità degli attuali e futuri cambiamenti organizzativi.

Articoli correlati