Il Paradigma della Governance e l’Opportunità nel Mutamento

Le velocissime dinamiche del cambiamento che sperimentiamo ogni giorno sono troppo spesso date per scontate e non sempre le potenziali opportunità commerciali, ad esse correlate, vengono adeguatamente colte da chi fa vendita sulle Organizzazioni Complesse. Concentrando in questo articolo, l’interesse per le opportunità legate al significato attuale che il mutamento ha nella gestione pubblica, non possiamo non entrare nel valore intrinseco del termine Governance, parola tanto usata e abusata nei dibattiti contemporanei. Un breve accenno storico all’evoluzione simbolica del mutamento nell’Organizzazione Pubblica, può essere propedeutico a capirne il significato e meglio interpretare la vision delle Pubbliche Istituzioni.

 

Il Mutamento Diventa Progresso

L’antropologo francese Georges Balandier, nell’indagare la valenza simbolica che il Mutamento Sociale (interpretato come “Disordine”) ha avuto nei secoli, definì la società moderna, industriale e burocratica del 900: maitrisée (misurata); differenziandola dalla società tradizionale, ciclica, dei secoli precedenti, definita: métrisée (padroneggiata). Lungo l’asse di queste polarità, le comunità tradizionali (antiche e premoderne) interpretavano i mutamenti come forze soprannaturali, da esorcizzare con la ritualità per annientarne, o meglio padroneggiare, ogni minaccia in essi implicita e poter ristabilire “l’Ordine” rassicurante della ciclicità delle cose. L’organizzazione che si dava la comunità era pertanto la proiezione di tale significato.

Se il passaggio per l’elaborazione di risposte metafisiche costituì il lento viatico alla centralità che avrebbe avuto la ragione nei secoli a seguire, sul piano dell’ organizzazione politico/economica fu la società mercantile a rompere la chiusura degli schemi feudali e a creare i presupposti per il futuro sviluppo organizzativo della società industriale. Fu infatti quest’ultima che depose all’autorità dello stato di diritto, alla gerarchia degli uomini e alla centralità della norma, il controllo delle forze del mutamento. Dal concetto circolare e ripetitivo della stabilità delle cose nelle comunità tradizionali, alla concezione lineare di progresso nella società civile, il “disordine”, o meglio il cambiamento, passò così dal rito alla burocrazia.

 

Il Valore del Cambiamento e l’Evoluzione dei Modelli Organizzativi

Facendo un ulteriore balzo in avanti ed entrando nella contemporanea società post-moderna, il cambiamento è divenuto, possiamo dire, res essentia: detta nuove regole, alimenta l’elaborazione di un simbolico dove la metamorfosi rappresenta più che mai una risorsa. La proiezione di questa concezione è presente ovunque, dagli stili di vita ai modelli di riferimento socio-culturali/economici/politici e, ovviamente, nelle morfologie organizzative.

È dagli anni ‘90 che il cambiamento, in un percorso iniziato già molto prima, ha formalmente messo in crisi il modello burocratico del Government (durato ca 1 secolo) rispondente alla società industriale “maitrisée”, caratterizzato da: centralizzazione, tempi tayloristici, ragione burocratica, formalismo, rigidità, lotta di classe; lo stato separato e guardiano, la decisione imposta dall’alto. Dalle logiche europee si sono progressivamente affermate le nuove priorità: trasparenza, efficientamento, ottimizzazione. Con la Good Governance, all’insegna della flessibilità e del cambiamento, il termine acquisisce valenza economica, amministrativa, politica e sociale. La collaborazione e lo scambio vincono sulla gerarchia e sul comando, il network e il self governing, vincono sulla separazione e il controllo. I confini tra pubblico e privato si confondono. Il cittadino da Utente diventa Cliente.

 

La Circolarità Virtuosa: Centralità dei processi, Cambiamento, Tecnologia

Nella logica organizzativa della Pubblica Impresa, ma non solo, la Good Governance mette al centro il processo, l’esponenzialità tecnologica è il motore di questa centralità. Le istanze nascono dal network e ad esso tornano come out put di processi da misurare e valutare, per poi ottimizzare ancora; interpretare al meglio le dinamiche del mutamento contestuale, implementare nuove soluzioni, cambiare verso una maggiore efficienza.

E’ quindi l’efficienza del processo e la valenza simbolica del cambiamento la chiave di volta di un commerciale strategico, ed è proprio qui che si inserisce il Paradigma Morfologia della Vendita Strategica, come modalità strutturata per entrare nella dinamica, far propria la Vision dell’Organizzazione Cliente e suggerire nuove soluzioni. L’integrazione nei processi, in tutta la sua complessità, è pertanto la leva da controllare per creare nuovo business, cogliere le opportunità…interpretare il Mutamento, contestuale e organizzativo.